TORTURA: Reato di tortura, tensione in maggioranza (Il Messaggero)

IL MESSAGGERO

Reato di tortura, tensione in maggioranza
Poi l`intesa. Ncd: legge rivista alla Camera

IL CASO
ROMA Poco prima dell`ora di cena è stato Angelino Alfano a riportare
la calma nella maggioranza. Il ministro dell`Interno e leader del Ncd con un comunicato ha tranquillizzato í propri senatori e quelli di Forza Italia, Lega e Ala già scesi sul sentiero di guerra: «La legge sulla tortura dovrà essere rivista alla Camera per evitare ogni possibile fraintendimento riguardo l`uso legittimo della forza da parte delle forze di Polizia e il rischio di una dilatazione del reato di tortura per via interpretativa giurisprudenziale che
possa produrre compressioni alla operatività dei nostri uomini».
Parole che siglano una sorta di pareggio tra Pd e Cinquestelle da una parte e il resto di Palazzo Madama dall`altra. Non ci sarà alcun rinvio: oggi la legge contro la tortura, attesa da trent`anni, sarà varata dall`Aula del Senato.
E non ci sarà neppure un ritorno in commissione, come invece chiedevano Ncd e le opposizioni.
Ma il provvedimento verrà corretto alla Camera, venendo incontro anche alle richieste dei sindacati di Polizia e Carabinieri. Cgil inclusa.
Ad aprire le ostilità – dopo che la settimana scorsa il Senato aveva approvato un emendamento con i voti di Pd, Cinquestelle e Sinistra italiana con cui si eliminava, nella definizione del reato di tortura, l`aggettivo “reiterate”
per le minacce e violenze compiute dalle forze dell`ordine – era stato lo stesso Alfano durante il vertice mattutino dedicato al terrorismo con Matteo Renzi e i capigruppo di maggioranza e d`opposizione. «In una fase così delicata,
mentre siamo sotto attacco dei terroristi, bisogna assolutamente evitare di inviare un messaggio fuorviante e negativo alle nostre forze di polizia», aveva argomentato il ministro dell`Interno, «per questo mi farò carico di
affrontare la questione con i capigruppo del Senato per ridefinire al meglio la norma». Sulla stessa linea Fabrizio Cicchitto: «Sono inutili gli sproloqui contro il terrorismo se si indeboliscono le forze dell`ordine».
Renzi, infastidito, aveva aggirato la questione: «Siamo qui per parlare di terrorismo, vi chiedo perciò dí non affrontare altre questioni». E al Nazareno già qualcuno si lamentava «dei soliti centristi che cercano qualche
pretesto per dimostrare la propria esistenza in vita».
I PALETTI PD E LA MEDIAZIONE
Ma nel pomeriggio il capogruppo del Pd Luigi Zanda e il responsabile sicurezza Emanuele Fiano, su indicazione del premier, hanno riaperto la pratica. Il primo passo è stato fissare un paletto: «Questa legge è attesa da trent`anni e va approvata senza ulteriori indugi, anche per attuare un trattato internazionale. Rinvii sono esclusi». Il secondo è stato però un`apertura: «E` comunque evidente che per definire il reato di tortura serve un aggravante,
come le reiterazione della violenza. Altrimenti anche una manganellata potrebbe essere assimilata alla tortura». Conclusione: «Il testo verrà approvato così com`è dal Senato, poi alla Camera faremo le correzioni necessarie».
Così Alfano, dopo aver sondato di nuovo Renzi e per scongiurare che oggi in Senato si scateni di nuovo la bagarre, a sera ha diffuso il comunicato. Immediatamente è scattato il plauso dei sindacati di polizia. Eppure, la pace
appare ancora lontana. Sinistra italiana con Loredana De Petris protesta: «L`intenzione del ministro è quella di affossare il reato di tortura». Forza Italia, ma anche Cicchitto del Ncd, chiedono che la correzione venga fatta in
Senato riportando il testo il commissione. Soluzione su cui però c`è il veto del Pd. Oggi, nell`aula di palazzo Madama, il giorno della verità. A.Gen.

Foto del profilo di Andrea Gentile

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