L’INTERVISTA: Palamara: «Esecuzione sommaria e inquietante tra le toghe turche» (L’Unità)

L’UNITA’

Intervista a Luca Palamara
Palamara: «Esecuzione sommaria e inquietante tra le toghe turche»

Dottor Palamara, lei è membro togato del Csm ed è l`unico italiano
nel board di Ecnj, la rete dei Csm europei. Avete notizie dei 2.700 giudici turchi sospesi o arrestati dal regime di Erdogan? «Purtroppo non riusciamo ad avere notizie dirette e/o specifiche né a stabilire contatti. E questo è già di per sé molto grave. Encj (European network of council for the judiciary) è molto preoccupata per quello che sta accadendo in Turchia. La presidente Nuria Diaz Abbad sta preparando una lettera formale indirizzata al Csm turco per capire cosa sta realmente accadendo. Dobbiamo muovere passi formali».
Rischiate di fare tardi. «Ma non possiamo fare altro. Dobbiamo seguire passaggi istituzionali. La lettera, che è un passo ufficiale, con tanto di protocollo, chiede al Csm turco di riferire su tutto quello di cui stiamo avendo notizia: perchè i colleghi sono rimossi e/o licenziati, la spiegazione nel dettaglio dei motivi e soprattutto su quali prove visto che tutto
sta accadendo in poche ore. La lettera di Encj solleva molti sospetti in
relazione a quanto sta accadendo».
Encj ha il potere di imporre una risposta? «Noi siamo l`organismo internazionale europeo garante dell`autonomia e dell`indipendenza di ciascun paese membro. Se ad una lettera ufficiale non c`è una risposta ufficiale, significa che il Csm turco difetta dei requisiti di autonomia e indipendenza che sono il prerequisito indispensabile per avere cittadinanza nella rete di giustizia europea. Significa che il Csm turco è a rischio sospensione dall`organismo di giustizia europeo».
Il Csm turco fa già parte di questa rete? «Ha un ruolo di observer. Diciamo che è ancora in fase di prova ormai da qualche armo. È una pratica complicata».

Il timore, fondato, è che i diritti umani non siano rispettati anche
nei confronti dei vostri colleghi turchi. Avete informazioni` più specifiche? «È l`angoscia e lo sgomento di tutti noi in queste ore. Ufficiosamente siamo molto preoccupati ma possiamo muoverci solo attraverso passaggi formali. Gli interrogativi sono tanti, troppi. Ci si chiede come sia possibile che a distanza di così poco tempo dal putsch possano essere rimossi così tanti giudici e magistrati. Ci si chiede su quali prove, cosa è realmente accaduto, quale può essere stato il loro ruolo e il nesso di collegamento tra il tentativo di golpe e il ruolo che quei magistrati
hanno avuto nella vicenda. Tutte queste domande, che non hanno risposte,
creano grande allarme. Di sicuro non si è mai vista una cosa del genere, non ci sono precedenti. Viviamo una situazione incredibile».
Giudici puniti e altri che collaborano con Erdogan. La magistratura è spaccata in due come il paese? Avete capito com`è la situazione? «In questi anni, e non solo in queste ore, non è mai stato facile comprendere la situazione all`interno della magistratura turca. Meno che mai è stato possibile capire l`autonomia e il reale ruolo di garanzia del Csm. Finora hanno sempre risposto alle nostre richieste. Ci dicono che è tutto a posto. Ma poi ci impediscono di entrare nel dettaglio. Che per noi è sostanza».
Può fare un esempio? «Non è da oggi che il presidente Erdogan
interviene sulla magistratura. A maggio un tribunale turco fece arrestare
i quattro magistrati che avevano indagato sul traffico di munizioni e
armi nelle province di Hatay e Adana presso il confine siriano. Un traffico
sospettato di essere riconducibile ai servizi segreti turchi. Anche allora il
presidente Erdogan parlò di “magistrati che avevano cercato di rovesciare
il governo”. Io stesso, allora, sollecitai che Encj aprisse una pratica per capire
cosa era accaduto. Finora purtroppo abbiamo saputo poco o nulla. Le risposte sono state vaghe e non approfondite. Ci sono state oggettive difficoltà nell`interlocuzione con il Csm turco. Anche su quel caso è in
corso un supplemento di istruttoria».
Come definisce Ecnj un governo che in 48 ore sospende o licenzia 2.700 magistrati, 8000 poliziotti e 9000 funzionari pubblici?
«Un`esecuzione sommaria. Inquietante». Claudia Fusani

Foto del profilo di Andrea Gentile

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