CORTE DEI DIRITTI DELL’UOMO: Lo Stato deve garantire le visite ai minori (Il Sole 24 Ore)

IL SOLE 24 ORE

Corte diritti dell’uomo
Lo Stato deve garantire le visite ai minori

Mer.29 – Otto anni senza poter ripristinare il rapporto con la figlia. E questo malgrado le sentenze che hanno riconosciuto il diritto del padre a incontrare la minore. Un’inerzia, quella mostrata dalle autorità nazionali, che è costata all’Italia una condanna dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dell’articolo 8 della Convenzione che assicura il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
A rivolgersi a Strasburgo il padre di una bambina che, dopo il divorzio, non aveva più potuto avere contatti con la figlia. Denunciato dalla ex moglie per abusi sulla minore, era stato assolto da tutte le accuse. Ma la donna aveva frapposto continui ostacoli alle visite del padre. Malgrado le sentenze che hanno dato ragione al padre e le richieste ai servizi sociali per organizzare gli incontri, il diritto di visita non è stato realizzato in modo effettivo. Le misure decise dai tribunali, infatti, osserva la Corte, sono state automatiche e stereotipate. Con la conseguenza che le autorità nazionali, con la loro inerzia, hanno lasciato consolidare la grave situazione.
Eppure, scrive la Corte, nell’ambito dei legami familiari, il trascorrere del tempo senza contatti produce conseguenze irrimediabili. Di conseguenza, nel non garantire l’applicazione effettiva di misure adeguate volte a superare l’ostilità della madre della bambina e assicurare le visite del padre, l’Italia ha violato la Convenzione e in particolare gli obblighi positivi che derivano dall’articolo 8, incluse le misure preparatorie che servono ad assicurare i diritti. Tenendo conto, inoltre, che la mancata cooperazione di uno dei genitori non dispensa le autorità competenti dall’adozione di tutte le misure suscettibili di assicurare il mantenimento del legame familiare.
Marina Castellaneta

Foto del profilo di Andrea Gentile

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