CASSAZIONE: Preconcordato, difesa garantita (Il Sole 24 Ore)

IL SOLE 24 ORE

Legge fallimentare. Il debitore deve sempre essere convocato e ascoltato dall’autorità giudiziaria
Preconcordato, difesa garantita
Il diritto va esercitato anche se la procedura non è stata avviata

Milano. Deve essere ascoltato il debitore prima del giudizio di inammissibilità sulla proposta di preconcordato. A meno che sia già stato sentito, sviluppando le sue tesi difensive, perchè la proposta era inserita nell’ambito della procedura prefallimentare. Lo chiarisce la Corte di cassazione con la sentenza della Prima sezione civile n. 12957. La Corte si è trovata ad affrontare il ricorso presentato dal fallimento contro la decisione della Corte d’appello con la quale era stata censurata la dichiarazione di inammissibilità della domanda di concordato preventivo. La ragione fatta valere dalla Corte d’appello stava nella lesione subita dal debitore per non essere stato sentito; per non essere stato, nel dettaglio, messo nelle condizioni di potere chiarire come il mancato deposito dell’elenco nominativo dei creditori dovesse essere identificato nell’elenco conclusivo della situazione patrimoniale aggiornata.
Il fallimento sosteneva che non esiste nella Legge fallimentare l’obbligo di contestare la mancanza dei documenti indispensabili, che l’articolo 162 della Legge stessa, con l’obbligo di sentire il debitore, non è applicabile al concordato con riserva perchè il secondo comma prevede sì la convocazione del debitore, ma solo quando, all’esito del procedimento, il tribunale verifica che non ricorrono i presupposti per l’ammissione alla procedura.
La Cassazione ammette che un’interpretazione letterale della norma sembrerebbe avallare la tesi che vede la convocazione necessaria solo una volta che la procedura di concordato è stata avviata con il deposito della proposta e del piano e anche della sola domanda di concordato in bianco. Tuttavia questa lettura non è in linea con i principi generali. Infatti «dovendo il tribunale esercitare un controllo non solo formale della regolarità del ricorso, ma di verifica della legittimità della procedura, con il riscontro della propria competenza e dell’esistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi di accesso alla procedura, svolge un’attività di valutazione che, ove si rifletta nel provvedimento dichiarativo di inammissibilità della proposta, postula la previa convocazione del debitore». Convocazione che rappresenta esercizio di un diritto fondamentale come quello di difesa. Non potrebbe di conseguenza essere considerata valida la dichiarazione di inammissibilità della proposta in una fase preliminare alla procedura, di semplice controllo giudiziale.
Si allarga in questo modo il periodo di automatic stay, di copertura del patrimonio del debitore da azioni aggressive da parte dei creditori? È un effetto possibile certo, riconosce al Cassazione, ma semmai spetterà all’autorità giudiziaria cercare di contenerne il più possibile gli effetti.
Non pesa il precedente della sentenza della Cassazione n. 13083 del 2013, che è relativo a una situazione diversa, quella del debitore che, nella procedura prefallimentare aveva chiesto un rinvio con l’obiettivo di presentare il concordato, avendo assicurato il diritto di difesa.
Quanto al conflitto sull’elenco nominativo dei creditori, la Cassazione ricorda, concordando in questo con la Corte d’appello, che le norme sulla produzione di documenti sono indirizzate a garantire il diritto di difesa della parte contro cui la produzione ha luogo. Obiettivo che si deve ritenere raggiunto quando, sanando l’irritualità della produzione, il giudice ha comunque tenuto conto dei documenti, fondando anche su questi la sua decisione. Giovanni Negri

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