CASSAZIONE: Evasione, il management è reo (Italia Oggi)

ITALIA OGGI

CASSAZIONE/ Precisati i contorni della responsabilità per omessa dichiarazione
Evasione, il management è reo
Amministratori di diritto e di fatto ugualmente colpevoli

Anche l’amministratore di fatto risponde del reato di omessa dichiarazione: il manager avrebbe dovuto adempiere all’obbligo imposto dalla legge. Ma non è tutto. L’occultamento delle scritture è un illecito permanente che si consuma durante l’ispezione. Sono questi, in sintesi, i principi affermati dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 41148 del 3 ottobre 2016. La terza sezione penale ha quindi reso definitiva la responsabilità del legale rappresentante di una srl di Milano, accusato per vari reati, e del vero gestore dell’azienda. Sul fronte dell’omessa dichiarazione gli Ermellini hanno precisato che previsto dall’articolo 5 del dlgs 10 marzo 2000, n. 74, è configurabile anche nei confronti dell’amministratore di fatto, in quanto egli va equiparato a quello di diritto in quanto titolare effettivo della gestione sociale e, pertanto, nelle condizioni di poter compiere l’azione dovuta. Sull’altro versante il Collegio di legittimità ha invece chiarito che il reato di cui all’art. 10 dlgs n. 74 del 2000 (già previsto dall’art. 4, comma primo, lett. b, legge n. 516 del 1982) si realizza mediante condotte alternative consistenti nella distruzione o nell’occultamento delle scritture contabili o dei documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari, condotte, nel caso sottoposto all’esame della Corte, entrambe contestate.
A differenza della distruzione che realizza un’ipotesi di reato istantaneo, che si consuma al momento della soppressione della documentazione, l’occultamento – che consiste nella temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione da parte degli organi verificatori – costituisce un reato permanente che si consuma nel momento dell’ispezione, e cioè nel momento in cui gli agenti chiedono di esaminare detta documentazione. Anche la procura generale, nell’udienza svoltasi lo scorso 5 luglio, ha chiesto di rendere definitiva la condanna. Debora Alberici* *cassazione.net

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