CASSAZIONE: A dieta le udienze pubbliche (Italia Oggi)

ITALIA OGGI

CASSAZIONE/ Emendamenti del relatore al dl 168 su Pat ed efficienza del giudizio
A dieta le udienze pubbliche
La procedura in camera di consiglio diventa la regola

Sab, 24 – Nel giudizio di Cassazione il procedimento in camera di consiglio diventa la regola per i ricorsi assegnati alle sezioni semplici. Lo svolgimento in pubblica udienza (su richiesta d’ufficio, o delle parti o del pubblico ministero) sarò limitato ai casi nei quali si pone una rilevante questione di diritto, o perché nuova o perché si tratta di favorire l’evoluzione giurisprudenziale o la sua uniformità.
Nel processo amministrativo diventa cogente il principio della sinteticità e chiarezza degli atti di parte.
Si fa più «pesante» l’esame parlamentare in vista della conversione in legge del decreto 168/2016 (atto Camera 4025), decreto noto soprattutto per la parte relativa alla proroga del trattamento pensionistico per le figure apicali delle supreme corti. Giovedì il relatore al disegno di legge di conversione in commissione giustizia alla Camera, David Ermini (Pd), ha presentato poco più di una decina di emendamenti, riprendendo (nel caso della revisione del procedimento davanti la Corte di Cassazione, che peraltro aveva sollecitato le critiche degli avvocati) quanto già figurava nella versione originaria del decreto, poi stralciato durante l’esame in consiglio dei ministri. La presidente della Commissione Donatella Ferranti ha fissato il termine per i subemendamenti a lunedì 27 settembre alle ore 16,00.
La riforma della giustizia civile è una di quelle su cui il premier Renzi vuole dare un segnale in Ue, in vista della legge di Stabilità e della trattativa in corso con la Commissione europea sui margini di flessibilità sul deficit. Da qui la necessità di utilizzare il veicolo già in corsa, «aggredendo» il grado di legittimità che sta mostrando segnali di grande sofferenza in termini di arretrato.
Ermini ha firmato diversi emendamenti, tra cui quello che rimette mano alle norme contenute dagli articoli 375 al 380-ter del codice di procedura civile per, in sostanza, far assurgere a regola il procedimento camerale e così promuovere la semplificazione e l’accelerazione dei tempi.
In sintesi le principali modifiche. Il procedimento camerale diventa la regola per i ricorsi assegnati alle sezioni semplici, dove pm e parti potranno «interloquire» in vista della decisione depositando la requisitoria entro 20 giorni dalla adunanza di camera di consiglio il primo; e le memorie di difesa entro 10 giorni le seconde. Il secondo intervento riguarda la riforma del rito camerale per la definizione dei ricorsi nella sezione- filtro (articolo 380-bis): sarà il presidente con proprio decreto a formulare l’ipotesi filtro ravvisata (ammissibilità/ manifesta infondatezza/manifesta fondatezza). Le parti potranno depositare memorie scritte ma i difensori non potranno intervenire nella camera di consiglio.
Cambia in linea anche il procedimento per regolamento di giurisdizione e competenza.
Il terzo intervento estende i casi di decisione con ordinanza, promuovendo così la sinteticità delle motivazioni.
Modifiche anche all’ordine degli interventi nelle udienze: prima il pm e poi gli avvocati; senza alcuna facoltà di replica.
Negli emendanti del relatore novità anche in tema di processo amministrativo, telematico (Pat) e non. Entra nel Codice del processo amministrativo il principio di sinteticità e chiarezza degli atti delle parti, principi in verità già oggetto di una circolare del presidente del Consiglio di stato dell’inverno scorso. Ricorsi e atti difensivi dovranno essere redatti nei limiti dimensionali fissati con decreto del presidente del Consiglio di stato entro il 31 dicembre 2016 (previa interlocuzione con gli avvocati).
Il principio di sinteticità riguarderà anche i processi amministrativi in materia di appalti. Quanto al Pat, tra le modifiche proposte si segnala quella che mira ad estendere il potere di attestazione di conformità agli atti e ai provvedimenti presenti nel fascicolo informatico, con conseguente esonero dal versamento dei diritti di copia. Fino al 30 novembre 2016, le nuove disposizioni saranno sperimentate presso tutti i Tribunali amministrativi regionali e le Sezioni giurisdizionali del Consiglio di stato, previo decreto con le specifiche modalità.
Almeno per il momento nessuna proposta di modifica è giunta sul tema della proroga della permanenza in servizio dei vertici di Cassazione, Consiglio di stato ecc., nonostante le critiche e i suggerimenti di modifica giunti sia dal Csm che dall’Anm. Claudia Morelli

Foto del profilo di Andrea Gentile

andrea-gentile