CARCERI: Oltre 10mila detenuti nella Banca dati del Dna (Il Sole 24 Ore)

IL SOLE 24 ORE

Oltre 10mila detenuti nella Banca dati del Dna

Roma. Sono 10.850 i detenuti finora schedati nella Banca dati del Dna, nei primi quattro mesi del suo funzionamento. Il dato è emerso nella visita del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al laboratorio centrale della Banca dati, che potrà servire anche negli scambi di informazioni tra autorità nazionali in chiave antiterrorismo e nei prossimi mesi sarà certificato da Accredia, l’ente unico nazionale di accreditamento.
Banca dati e laboratorio sono stati introdotti nel 2009 con la ratifica del Trattato di Prum e sono stati regolamentati solo quest’anno, col Dpr 87/2016, che ha previsto la collaborazione fra i dipartimenti Pubblica sicurezza (presso cui è l’archivio) e Amministrazione penitenziaria (presso cui è il laboratorio). I prelievi dei campioni biologici – iniziati a giugno nelle cosiddette stanze bianche dei penitenziari – interessano i detenuti con particolari imputazioni previste dalla legge. Finora possono effettuarli 28 appartenenti alla Polizia penitenziaria (su un organico di circa 1.600 persone), perché sono informatici e biologi appositamente formati.
Secondo Orlando, si ridisegna il profilo della Polizia penitenziaria, «più legato all’esecuzione penale esterna», e ora la Banca dati è «un passaggio di grande qualità, con cui il Corpo inizia ad essere una polizia che dà un supporto al servizio giustizia. Diventare soggetto che gestisce le prove determina un salto di qualità, anche nella percezione esterna». N.T.

Foto del profilo di Andrea Gentile

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