FISCO: Beni ai soci, proroga al 30/11 (Italia Oggi)

ITALIA OGGI

Le semplificazioni fiscali ora nella veste del decreto legge in via di ultimazione
Beni ai soci, proroga al 30/11
Slitta il termine per l’assegnazione. Riapre la voluntary

Assegnazione dei beni ai soci, proroga al 30 novembre. Si riapre la finestra della voluntary disclosure, al momento per un anno ma con l’idea di renderla permanente. Calendario fiscale rivisto con la sospensione amministrativa dei termini. Via gli elenchi Intrastat per i servizi e le comunicazioni dei dati black list e degli acquisti con San Marino. Niente sanzioni per chi omette di comunicare la cessazione della partita Iva. Sono queste le conferme, secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, delle norme in arrivo nel decreto legge semplificazioni nato dalle ceneri del mai approvato, ma solo annunciato a più riprese (si veda ItaliaOggi del 5 e del 12 maggio 2016), dlgs semplificazioni e che sarà illustrato nei prossimi giorni al mondo delle imprese e dei professionisti. Per chi attendeva la riforma degli studi di settore o il chiarimento per norma dell’autonoma organizzazione ai fini Irap dovrà attendere la stesura della legge di Stabilità. Sono interventi che incidono sui saldi di finanza pubblica e occorrerà attendere.
Tra le misure allo studio che si danno praticamente approvate c’è il ripristino della possibilità di effettuare i modelli F24 cartacei con il saldo superiore a 1.000 euro tra i privati. Novità anche per i rimborsi Iva perché si dà per certo l’incremento a 30 mila euro dei crediti senza garanzia.
Un altro punto a favore della semplificazione per i professionisti è segnato dall’irrilevanza reddituale delle spese di trasporto anticipate dal committente al professionista.
Si sceglie anche la strada del rinnovo tacito per quegli adempimenti che al momento hanno una scadenza annuale per la loro proroga. Si tratta, in particolare, delle opzioni ad alcuni regimi fiscali: consolidato, trasparenza, tonnage tax, regole Irap società di capitali.
Rinnovo tacito esteso anche per la cedolare secca in caso di omessa comunicazione della proroga del contratto. Nell’ottica della non duplicazione delle informazioni fiscali arriva la novità di non comunicare più in dichiarazione dei redditi i dati dei contratti di locazione già registrati.
Sulle altre richieste di semplificazione presentate dai professionisti al tavolo voluto dal viceministro dell’economia Luigi Casero pende la spada di Damocle dei costi. Per questo il dossier degli altri interventi potrebbe essere riaperto solo nella legge di Stabilità.
Si tratta, in particolare, della riforma degli studi di settore scritta nella convenzione del ministero dell’economia con le amministrazioni fiscali che, come peraltro già ventilato a maggio da Casero, dovrà essere inserita non in un decreto legge ma in una legge come quella di Stabilità.
Stesso discorso per l’abrogazione della rilevanza delle plusvalenze e minusvalenze, del definitivo chiarimento normativo su cosa debba intendersi per autonoma organizzazione ai fini Irap, sull’eliminazione della presunzione di redditività dei versamenti non giustificati per i professionisti.
Per la voluntary disclosure, invece, questo potrebbe essere il treno della riapertura, in vista di un mantenimento a regime.
Occorre infatti non perdere l’occasione di normare la riapertura secca inserendo negli anni regolarizzabili anche l’anno di imposta 2014.
La riapertura della voluntary disclosure non prevederebbe però, come rovescio della medaglia, un maggior tempo concesso all’Agenzia delle entrate per ultimare l’analisi di tutte le pratiche della voluntary disclosure. La legge fissa la dead line a fine dicembre 2016.
Non ci sarebbero spazi per concedere maggior tempo per gli uffici semplicemente perché quei soldi sono già stati impegnati dal governo. Si ricorda infatti che la voluntary disclosure chiusa il 30 novembre scorso, ha fatto rientrare circa 60 mld di italiche ricchezze e questo si è tradotto, per le casse dello stato, in un gettito aggiuntivo di circa 3,8 mld di euro. E l’esecutivo ha già impegnato 1,4 mld delle entrate aggiuntive da voluntary per evitare, nel 2015, l’aumento di accise e acconti Ires. Gli altri 2 miliardi sono andati a coprire altre voci della legge di Stabilità 2016. Cristina Bartelli

Foto del profilo di Andrea Gentile

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