AVVOCATI: L`allarme degli avvocati d`ufficio. “Ingolfati dalle cause sui profughi” (La Repubblica – Milano)

LA REPUBBLICA – Milano

L`allarme degli avvocati d`ufficio
“Ingolfati dalle cause sui profughi”

La metà delle tremila domande di patrocinio a spese dello Stato giunte
all`Ordine degli avvocati di Milano è presentata da stranieri, a cui il ministero dell`Interno ha negato la protezione internazionale. Vale a dire, lo status di profughi e richiedenti asilo. «L`Ordine ha attivato uno sportello ad hoc. Gli avvocati rappresentano le ragioni dei profughi pur sapendo che sa- ranno pagati poco, e solo tra due o tre anni» dice il presidente Remo Danovi.
L`Associazione nazionale magistrati e la Corte d`Appello lanciano l`allarme: «Gli uffici sono a rischio collasso».

Il patrocinio gratuito monopolizzato dai richiedenti asilo
Allarme degli avvocati dopo quello di giudici e pm
`Tribunale ingolfato dalle cause dei profughi”

LA METÀ delle domande di patrocinio a spese dello Stato arrivate all`Ordine
degli avvocati di Milano è presentata da stranieri, a cui il ministero dell`Interno ha negato la protezione internazionale. Vale a dire, lo status di profughi e richiedenti asilo per motivi umanitari o politici. «Il dato conferma
il disagio per le tante crisi, in particolare in Medio Oriente, che hanno un riflesso nella nostra vita quotidiana. L`Ordine ha attivato uno sportello solo
per queste domande. Gli avvocati rappresentano le ragioni dei profughi pur sapendo che saranno pagati poco, e solo tra due o tre anni. Ma questo fa parte
della funzione sociale dell`ordine forense», dice il presidente Remo Danovi.
Nel 2015 le domande per l`assistenza legale gratuita presentate a Milano sono state 6.171, di cui 1.556 firmate da stranieri (per lo più siriani o africani) che
si opponevano in sede civile al rifiuto della protezione decisa dalle commissioni territoriali del ministero. Nel 2016, fra il 1° gennaio e il 16 giugno, le richieste per avere assistenza legale a spese dello Stato sono state 3.608. Delle 2.996 domande accettate, 1.432 riguardavano procedimenti per l`opposizione al diniego delle richieste di protezione internazionale, in primo grado o in appello. Vale a dire il 47,8 percento. Nella maggior parte dei casi, il rifiuto delle commissioni del ministero è motivato con l`insufficiente documentazione presentata dal richiedente per dimostrare la propria condizione di perseguitato o di persona in fuga dalla guerra. Il rifiuto esclude la persona dalle tutele previste dalla protezione internazionale. Vale a dire: permesso di soggiorno, assistenza sanitaria, diritto all`istruzione e all`accoglienza, presso una struttura adeguata o in alternativa un sussidio in denaro.
«Noi ce la mettiamo tutta per affrontare la mole di domande di gratuito patrocinio, aumentando anche il personale addetto dice Laura Cossar, tesoriere dell`Ordine degli avvocati ma una volta depositate alla
Corte d`Appello, il numero dei giudici è quello che è, e i fascicoli si accumulano. Spesso i procedimenti vengono celebrati quando lo straniero non è più in Italia, o comunque non più reperibile». La questione dell`aumento del numero di ricorsi contro il rifiuto delle richieste di asilo
era stata sollevata anche da Marta Chiara Malacarne, presidente vicario della corte di Appello di Milano, in occasione dell`inaugurazione dell`anno
giudiziario, il 30 gennaio. «La questione è pressante – aveva detto Malacarne, sottolineando l`inadeguatezza degli organici di personale – e per il futuro la
prognosi è di un aumento considerevole di carico di lavoro».
Un mese fa, il 21 maggio, la sezione milanese dell`Associazione nazionale magistrati ha scritto al ministero della Giustizia per denunciare «la situazione
di emergenza nella quale versano gli uffici giudiziari civili a causa della crescita esponenziale dei ricorsi dei richiedenti asilo che impugnano le decisioni di diniego delle commissioni territoriali». In particolare, l`associazione rimarcava come «nonostante il numero dei migranti
che fuggono da teatri di guerra, conflitti locali, violenza generalizzata, calamità naturali e miseria, e sbarcano sulle nostre coste sia grandemente aumentato», il ministero dell`Interno «ha riorganizzato le commissioni
territoriali, senza che ciò sia stato accompagnato dalla dotazione di maggiori risorse agli uffici giudiziari competenti per le impugnazioni». FRANCO VANNI

L`AUMENTO
Nel 2016 le richieste accettate di assistenza legale per i profughi a spese
dello Stato sono state 1.432 su 2.996

L`ANNO SCORSO
Nel 2015 le domande erano state 6.171, di cui 1.556 firmate da
stranieri, per lo più siriani o africani

IL MOTIVO
Spesso il ministero dell`Interno rifiuta le richieste di asilo, e i
richiedenti sono costretti a fare ricorso per vie legali

IL PROBLEMA
Gli uffici giudiziari sono intasati dalle cause dei richiedenti
asilo, e gli avvocati vengono pagati solo dopo 2 o 3 anni

IL FLUSSO
L`ondata dei profughi che arrivano a Milano non accenna ad arrestarsi

Foto del profilo di Andrea Gentile

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